il Premio

Robert Capa Time Inc - Magnum Photos

Robert Capa
Time Inc – Magnum Photos

Cecità

La cecità consiste in una percezione ottico-visiva ridottissima o nulla (rispettivamente cecità parziale o totale). Può essere congenita, può derivare da gravi affezioni dell’apparato visivo oppure da un trauma. E’ Mancanza della vista definitiva o temporanea, assoluta o relativa a seconda che manchi, rispettivamente, ogni traccia di percezione visiva in entrambi gli occhi, oppure soltanto uno degli elementi che compongono l’atto visivo (senso luminoso, senso cromatico, percezione spaziale, stereoscopia, ecc.).

A livello verbale è impossibilità, al di fuori di ogni compromissione del potere visivo, di comprendere il significato delle parole e delle cifre scritte; è sinonimo di alessìa. In senso figurato, l’essere privo della capacità di riconoscere il vero o il bene, di intendere e giudicare la realtà dei fatti in sé e nelle loro possibili conseguenze. I suoi contrari sono discernimento, giudizio, ragionevolezza, razionalità, senno.

Volontariamente o meno l’ignorare eventi o situazioni che richiedono una nostra precisa responsabilità ci rende ciechi, spesso indifferenti. In fotografia il massimo esempio di ampliamento visivo, e annullamento del sé, è senza dubbio il reportage. Basti pensare a fotografi provenienti dal mondo dell’arte quali Capa, Rodger, Seymour e Cartier Bresson, fondatori nel 1947 della Magnum Photos, che divenne in breve tempo la più prestigiosa agenzia di fotogiornalismo. Due di loro, a distanza di pochissimi anni anni dalla fondazione, troveranno la morte nei rispettivi luoghi di insediamento. In un periodo in cui la fotografia era l’unico modo di mostrare al mondo intero l’attualità e la realtà di ciò che stava accadendo, essi annullavano il proprio ego in favore di una responsabilità ben più alta del semplice scattare una foto. L’arte compositiva di ogni loro singola immagine era atta ad amplificare ciò che essi stessi vedevano, vivevano e provavano. L’osservare quegli scatti trasporta ancora ora immediatamente in quei luoghi, con le stesse, medesime sensazioni. Ed era, ed è, tutto reale.

Uno su tutti divenne famoso in tutto il mondo per una foto scattata a Cordova durante la guerra civile spagnola: Robert Capa. In uno scatto ritrae un soldato dell’esercito repubblicano colpito a morte da un proiettile sparato dai franchisti. Questa foto è tra le più famose fotografie di guerra mai scattate, un’icona del fotogiornalismo. Capa fu anche uno dei pochi fotografi ad immortalare su pellicola i primi momenti dello sbarco in Normandia del 1944. Anche lui sbarcò insieme ai soldati, con lo stesso loro addestramento, con la stessa, identica paura. Al posto del fucile una macchina fotografica. Presente in numerosi conflitti del periodo con la sua fidata Leica III, Capa era un soldato, un fuciliere e a quel mondo apparteneva. L’individuo non era importante: le persone dovevano sapere cos’era la guerra, nella sua totalità e concretezza.

Morirà nel 1954 durante la Prima Guerra d’Indocina, al seguito di una squadra di truppe francesi.

Esisteva una rivista nata nel 1936 imperniata principalmente sul foto giornalismo: Life. Costola del già famoso Time, tra le sue pagine trovarono spazio anche gli scatti di Capa e di altri come lui, ed era il mezzo più efficace per mostrare al mondo il proprio stesso volto, senza finzioni. Nel 2007 la rivista chiuse, soprattutto a causa di un dilagare nuovo e diverso di informazioni digitali, mezzo più veloce e immediato, alla portata di tutti, ma cacofonico e dispersivo.

Nel secolo scorso l’arte è stata uno degli elementi più significativi nel sottolineare i cambiamenti del mondo, basti pensare ad un movimento di rottura come l’impressionismo, che improvvisamente dipinge un mondo quotidiano, e non più solo ritratti di potenti o scene bibliche o mitiche. Il simbolismo, con donne estremamente forti come protagoniste, non più relegate al ruolo di ‘angelo del focolare’ e in quegli anni finalmente in emancipazione da tali stereotipi. L’espressionismo, in cui l’emozione stessa suscitata dal colore è la protagonista. Il futurismo con la sua velocità e tecnologia; la pop art col suo inutile consumismo; la transavanguardia con la sua cacofonia e via via fino ai giorni nostri, in una continua visione emotiva del mondo attorno a se, a sottolinearne cambiamenti e percezioni, regalando riflessioni e diversi punti di vista altrimenti invisibili, ma senza volontà alcuna di morale o giudizio, il cui compito non spetta certo all’arte.

Il III° Premio Nazionale di Fotografia e Pittura ‘Paola Occhi’ vuole concentrare la sua attenzione sul tema Cecità, e chiede agli artisti partecipanti di interpretare questo concetto tramite fotografia e pittura.

L’evento, curato da Alessandro Passerini del Collettivo TM15 ed Elisa Mucchi del progetto polis_artika, rientra nelle attività attuate dal Comune di Migliarino (FE) rivolte alla sensibilizzazione sul problema amianto, grazie alla stessa Elisa e Giancarlo Mucchi, in collaborazione con l’associazione AEAC di Alberto Alberti e il prezioso contributo di Rossella Zadro, assessore all’ambiente di Ferrara.

Termine ultimo per inviare le candidature: 20 aprile 2014.

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